ALEARDO TERZI
(Palermo, 1870 – Castelletto sopra Ticino, 1943)
è stato uno dei più importanti pittori, illustratori e pubblicitari italiani, figura di spicco del Liberty e del Divisionismo.
Figlio d'arte (il padre Andrea era un celebre litografo), si forma all'Accademia di Belle Arti di Palermo. I suoi primi dipinti si ispirano al verismo napoletano e alla pittura di Antonio Mancini. Verso la fine dell'Ottocento si sposta tra Milano e Roma, avvicinandosi rapidamente al linguaggio internazionale dell'Art Nouveau.
Diventa uno dei nomi più richiesti dell'illustrazione editoriale e pubblicitaria, collaborando con riviste prestigiose come *La Lettura*, *Novissima* e *Natura ed Arte*, e lavorando per importanti marchi (tra cui i Magazzini Mele di Napoli e le Officine Grafiche Ricordi). Nel 1921 crea una vera e propria icona della grafica industriale italiana: il cagnolino MaxMeyer che tiene tra i denti il pennello da pittura.
Accanto all'attività grafica, Terzi porta avanti un'importante ricerca pittorica basata sul **Divisionismo**. Partecipa alle celebri mostre della *Secessione romana* (1913-1915) con opere focalizzate sulla luce, sui paesaggi e su raffinati ritratti femminili della vita moderna.
Dal 1925 al 1930 ricopre la carica di direttore dell'Scuola del Libro di Urbino ed è successivamente direttore grafico dell'Enciclopedia Treccani. Negli ultimi anni di vita si ritira a Castelletto sopra Ticino (Novara), dedicandosi prevalentemente alla pittura di piccolo formato fino alla morte nel 1943.