CAMILLO INNOCENTI
(Roma, 1871 – 1961)
Si forma inizialmente nella bottega del "nazareno" Ludovico Seitz in Vaticano, dove approfondisce i maestri del passato. Ben presto, però, la sua attenzione si sposta sull'arte contemporanea: frequenta lo studio di Antonio Mancini e si lega a Domenico Morelli e Francesco Paolo Michetti, che ne influenzano la prima produzione giovanile.
L'esordio alla Biennale di Venezia avviene nel 1903, dando inizio a un periodo di grandi successi internazionali. Premiato a Saint Louis (1904) e più volte a Venezia, Innocenti trova la propria cifra stilistica nella rappresentazione della vita mondana e femminile della sua epoca. Questo nuovo orientamento culmine nella celebre personale alla Biennale del 1909, presentata da Ugo Ojetti.
Nel 1912 è tra i fondatori della "Secessione" romana. In questo periodo ottiene una consacrazione definitiva a Parigi con la personale da Bernheim-Jeune (1913) e viene nominato accademico di merito all'Accademia di San Luca. Con lo scoppio della prima guerra mondiale dirada l'attività espositiva e si dedica con successo alla scenografia cinematografica in tutta Europa.
Nel dopoguerra, di fronte a un gusto critico mutato, cerca nuove ispirazioni in Egitto: dal 1925 al 1940 ricopre il ruolo di direttore dell'Accademia di Belle Arti del Cairo e di pittore di corte. Rientrato in Italia a causa della seconda guerra mondiale, trascorre gli ultimi anni a Roma in precarie condizioni economiche e ormai ai margini del dibattito artistico contemporaneo.