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ANSELMO BUCCI
(Fossombrone, 1887 ~ Monza, 1955)

Bozzetto per la famiglia, 1920

Olio su tela, cm 43x65

Provenienza: collezione Marco Fossati (Eredi Bucci)

Questo “bozzetto”, che non trova successivo riscontro in opere note, è ascrivibile, evidentemente, ad un seppur circoscritto ciclo “monumentalista” di Bucci, dove forse si manifesta e si evidenzia l’incontro con l’arte di Sironi.
In questo tipo di opera, come ad esempio nè I maschi, oggi collocato al Palazzo Comunale di Fossombrone, che misura ben cinque metri per due e che Bucci avrebbe voluto presentare alla Biennale di Venezia all’esordio del Gruppo Novecento, l’artista pare giocare e assecondare anche gli incipit dell’amica/nemica Margherita Sarfatti, arrivando ad esprimere esiti rilevanti. L’ipertrofia dell’uomo, protagonista nonostante descritto di spalle, esalta la capacità coloristica di Bucci, che costruisce il corpo l’intero dipinto con “spugnature” di pennello che ne vanno a caratterizzare la materia, che risulta ruvida; l’Arca emerge nera dallo sfondo blu notte, mentre il fuoco acceso dall’uomo illumina, sporcadone i contorni e accentuandone i chiaroscuri, la figura femminile e, in tono minore, il piccolo sulla sinistra.
Nonostante si tratti di un modello di dimensioni propriamente ridotte, la forza del disegno, in se molto possente, riesce a rendere l’opera, come annunciato, monumentale.