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FRANS FLORIS
(Anversa 1519 - 1570)

La morte di Adone

Olio su tavola, cm.70 x 90

 

Bibliografia:

"Di là dal fiume e tra gli alberi" Il paesaggio del Rinascimento a Venezia, (Giorgio Pozzi Editore, Ravenna, 2012) a cura di L.De Fuccia e C.Brouard, in "Temi nordici nel paesaggio veneziano del Cinquecento, di S.Ferrari, pp. 131, 132, Fig.9
 
Il maestro risultava iscritto alla Ghilda anversese di San Luca sin dal 1540; poco tempo dopo, partiva per un “tour d’Italia”, ove soggiornò per alcuni anni, verosimilmente fino al 1546, per far ritorno ad Anversa entro il 1547 ed aprire qui un grande atelier di pittura.
Nel dipinto, come in gran parte della produzione anversese della maturità del Floris, e si vedano quali esemplificativi il Giudizio di Salomone del Museo di Belle Arti di Anversa o il Banchetto degli Dei dello Joanneum di Graz, sono evidenti i notevoli “italianismi” presenti nel suo stile, a partire dal virtuosistico disegno manierista, di derivazione toscana, che connota le figure, posizionate in audaci torsioni o in arditi scorci. Se si osserva, peraltro, l’intenso cromatismo del panneggio rossastro di Adone o la stesura pittorica del pelo dei cani in primo piano, risultano anche evidenti i riferimenti alla coeva produzione di Tiziano, il cui linguaggio é pienamente assimilato e rielaborato da Frans Floris.
Il sostrato fiammingo del maestro é invece un tratto caratteristico nella definizione del paesaggio, ove, in particolare sul margine destro, prevalgono modulazioni variegate di verdi, tendenti però a toni alquanto freddi.

 

 

 

Frans Floris