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HERMAN VAN SWANEVELT

Herman van Swanevelt

(Dutch, born circa 1600-died before 1665)

Nacque in una famiglia di ricchi artigiani, discendenti dal famoso pittore Lucas van Leyden. L'identità del suo primo insegnante è sconosciuta. A tal proposito si sono fatte varie supposizioni, tra cui che Swanevelt fosse stato un allievo di Willem Buytewech a Rotterdam, oppure di Gerhard Douw a Leida o di Abraham Bloemaert a Utrecht.
Nel 1623 lasciò i Paesi Bassi per Parigi, dove dipinse le prime due opere firmate e datate 1623, due vedute di Parigi. Non esistono prove che supportino la tradizione secondo cui Swanevelt fosse vissuto a Roma nel 1627-1628 nella stessa casa di Claude Lorrain, ma sicuramente ebbe contatti con lui e altri artisti francesi e olandesi presenti in città negli anni successivi. Certamente dal 1629 al 1641 visse a Roma, dove divenne una figura di spicco dell'avanguardia di quei pittori nordici che cercavano di rendere in modo convincente il paesaggio meridionale e la sua atmosfera soleggiata. Creato e sviluppato da Paul Brill e Cornelis van Poelenburch a partire dal 1600, il genere dei paesaggi italiani (Italianate landscape) divenne un classico intorno al 1630, con l'avvento di Swanevelt e dei suoi amici e contemporanei Pieter van Laer e Claude Lorrain.

Vista di Campo Vaccino a Roma (ca. 1631)
La sua prima opera del periodo romano, datata 1630, fu Scena del Vecchio Testamento, in cui compare una modalità compositiva, dall'artista spesso usata anche con alcune variazioni a Roma: un primo piano piatto e basso chiuso a sinistra da una casa e un albero, sulla destra un distante paesaggio collinare, un gruppo di figure disposte orizzontalmente. Questo modello, derivato da Cornelis van Poelenburch, ben si adatta a molti paesaggi dello Swanevelt con soggetti biblici e mitologici. Il grande albero che si estende oltre la cornice dà un senso di monumentalità alla composizione. La veduta distante, immersa in una luminosità fosca è anch'essa tipica.
Intorno al 1630, lo stile pittorico di Swanevelt si sviluppò parallelamente a quello di Claude Lorrain e in un certo qual modo lo anticipò; egli divenne infatti un pioniere del paesaggio ideale. Proprio per questo suo modo di dipingere paesaggi idillici, fu considerato da alcuni un allievo di Claude Lorrain. Durante questo periodo, l'artista, dato il grande successo ottenuto dai suoi luminosi e lussureggianti paesaggi e vedute di rovine romane, lavorò per mecenati aristocratici. La miglior commissione che ottenne fu da parte di un agente di Filippo IV di Spagna, che stava aiutando il re spagnolo a trovare il colossale numero di dipinti necessari a decorare il Buen Retiro, il grandioso nuovo palazzo di Filippo a Madrid. Tra le opere commissionate dal re vi erano due serie di paesaggi, una con scene pastorali di grandi dimensioni, l'altra con eremiti in ambientazione naturalistica, comprendenti oltre cinquanta tele a cui lavorarono, oltre a Swanevelt, Claude Lorrain, Nicolas Poussin, Gaspard Dughet e Jan Both. Ciò che resta di questo gruppo di quadri, ci dà un'idea del livello e del successo raggiunto dai maggiori paesaggisti attivi a Roma in quel periodo; esso rappresentò la più grande commissione di paesaggi in Europa nel XVII secolo. Da notare che queste due serie di dipinti non erano che una piccola parte di quanto commissionato dal re spagnolo: Filippo infatti acquistò circa 800 quadri, tra cui alcuni capolavori, come La Resa di Breda di Diego Velázquez.
Herman van Swanevelt era solito lavorare instancabilmente e in solitudine, eseguendo studi nelle campagne romane delle vedute più interessanti e delle rovine più notevoli. Per questo motivo era soprannominato l'Eremita. Ciononostante non trascurava di frequentare le accademie romane e di disegnare nudi da modelli, con la medesima assiduità di un pittore di figure, il che gli permise di inserire facilmente piccole figure nei suoi paesaggi[8]. Inoltre cercò di rendere le sfumature della luce sulla superficie degli oggetti al variare della posizione del sole durante il giorno.
Nel 1641 lasciò Roma per Parigi, dove i suoi dipinti ed incisioni contribuirono a rendere popolari i paesaggi classici nel Nord Europa e ottennero un grande successo: i suoi mecenati altolocati comprendevano il Cardinale Richelieu. Inoltre divenne peintre ordinaire (pittore abituale) di re Luigi XIV e, nel 1651, membro dell'Académie royale de peinture et de sculpture. Nel 1646 lavorò alla decorazione dell'Hotel Lambert assieme ad altri pittori come Eustache Le Sueur, Jan Both e Pierre Patel.
Prima della sua morte, avvenuta nel 1655, Swanevelt ritornò alcune volte nel suo paese natale, Woerden, e lì dipinse alcuni paesaggi tipici olandesi. Nel 1649 eseguì le illustrazioni per un volume di poesie scritto da Jan Farret, anch'egli di Woerden, in cui questi raccontava le sue avventure oltremare con il suo amico e superiore Peter Stuyvesant.
Herman Swanevelt produsse anche un gran numero di incisioni di alta qualità, che (come nel caso di Rembrandt), accrebbero la sua fama sia tra i contemporanei che tra i posteri. Secondo Waagen, le sue incisioni sono addirittura molto superiori ai dipinti, a causa del prevalere in questi di una fredda tonalità verde nei primi e medi piani e per essere gli ultimi troppo pesanti, scuri e cupi. Aveva un modo particolare di incidere: si esprimeva con tratti orizzontali un po' curvi. Evidenziava poco i contorni, se non per distinguere le masse. Utilizzava la punta secca e maggiormente il bulino, per dare armonia. Lasciò inoltre parecchi disegni, spesso studi preparatori per i suoi dipinti, anch'essi di ottima fattura.
Tenne anche scuola, presso cui si formò Jacques Rousseau. I suoi dipinti furono riprodotti tramite incisione da Hendrik Voogd, Henri Mauperché, Jean Valdor (Riposo della Sacra Famiglia) e William Wollett (Mattino e Sera).
La notorietà internazionale di quest'artista, continuò inalterata fino alla fine del secolo XIX, quando improvvisamente decadde. In quel periodo infatti, i pittori paesaggisti olandesi del XVII secolo (Dutch Italianates) furono considerati poco patriottici per aver scelto di ritrarre paesaggi italiani e accusati di mancanza di realismo e di conseguenza le loro opere relegate ai magazzini dei musei. Swanevelt fu addirittura retrocesso ad un semplice appartenente alla scuola di Claude Lorrain. Recenti ricerche hanno, tuttavia, rivelato che Claude partì dai lavori di Swanevelt per sviluppare i suoi paesaggi ideali.
Attualmente le opere dei principali pittori Dutch Italianates (tra cui quelle dello Swanevelt) sono state rivalutate