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ORSOLA MADDALENA CACCIA
(Moncalvo, 1596 - 1676)

Alzata con frutta e coturnice

Olio su tela, cm 41,5x51,5

Pubblicazioni ed Esposizioni: Fasto e rigore: la natura morta nell'Italia settentrionale dal XVI al XVIII secolo,Reggia di Colorno, 20 aprile - 25 giugno 2000, cat della mostra a cura di G.Godi, (Milano, 2000, p.42, fig.7);  Donne e cibo nell'arte. Dalla natura morta ai disordini alimentari, Museo Archeologico Regionale, Aosta, 2 Dicembre 2005 - 7 Maggio 2006; Orsola Maddalena Caccia, Fondazione Cosso, Castello di Miradolo, San Secondo di Pinerolo, 3 marzo - 29 luglio 2012 a cura di A.Cottino


La marcata verticalità del piano d’appoggio e della alzata  è un tratto peculiaredi Orsola Caccia, cui, però, si uniscono tratti che rimandano direttamente a modalitàcaravaggesche: basti pensare alla gamma cromatica, alla definizione delle foglie, alla volumetria dei frutti, al graduato trapasso chiaroscurale da sinistra verso destra, e, massimamente, alla sporgenza della base dell’alzata rispetto al tavolo, che crea uno “sfondato” riferibile direttamente alla celebrata Canestra del Merisi delle collezioni di Federico Borromeo.
Nè si debbono dimenticare, nell’originalità iconografica, le indubbie valenze allegoriche di marca cristologica presenti nell’opera: la coturnice rappresenterebbe infatti Gesù che, beccando un frutto sconfigge il peccato originale; i restanti frutti, fichi e prugne, alludono invece al sacrificio e alla Passione di Cristo.

Il dipinto va inserito a confronto con la produzione della stessa pittrice e  con i primordi dei naturamortisti lombardi. Tali elementi sottolineano il carattere di freschezza e invenzione dell’opera considerata, paragonabili, appunto, agli esordi della tradizione del genere rappresentati da Caravaggio, da Nuvolone, da Fede Galizia e dal Figino.

 

Orsola Maddalena Caccia